BAMBINO INTERIORE E CODIPENDENZA
A
volte ci sentiamo in balia degli avvenimenti, degli altri, della
volontà altrui; ci sentiamo
indifesi di fronte ad alcune persone: può essere nostro padre (anche se
siamo già sposati
e abbiamo dei figli), può essere il vigile che ci ferma per un
controllo, può essere il nostro
capo al lavoro… Vediamo queste persone come onnipotenti e, al loro
cospetto, ritorniamo
bambini. Bambini che rivivono le ferite rimosse, perché troppo
dolorose.
Ma se
ci fermiamo ad ascoltarci, se entriamo in contatto con la nostra
natura, con la
nostra vera essenza, scopriamo che il nostro bambino interiore è la
nostra ricchezza e,
prima di tutto, ha voglia di giocare: è pieno di gioia di vivere, di
entusiasmo, di creatività.
Il
nostro bambino interiore è anche un manipolatore nato, un ribelle
insaziabile che vuole
tutto e subito. E’ il bambino ferito, senza fiducia in se stesso, che
ci rende vittime di relazioni
sbagliate: diventiamo dipendenti da persone che a loro volta sono
persone ferite,
non ancora sanate; oppure rifiutiamo ogni rapporto con gli altri per
paura di essere ulteriormente
attaccati. E a sua volta il bambino ferito può depredare gli altri,
perpetuando
un circolo vizioso.
Il
nostro obiettivo è la valorizzazione delle potenzialità del bambino,
attraverso la comprensione
amorosa delle sue paure, della sfiducia, delle ferite che lo hanno
portato ad
avere timore della vita.