MUSICA E
IO-CORPO
Il
corpo umano è un sistema concepito per vibrare. Udiamo, captiamo,
inglobiamo suoni
non soltanto attraverso le orecchie e il sistema neuro-cerebrale, ma
tutto il corpo è simile
a uno strumento risuonatore. Recenti ricerche hanno dimostrato che la
pelle “sente”. Le
onde sonore sono onde di pressione e la cute è cosparsa di corpuscoli
tattili. Ogni cellula
è quindi sensibile al suono e alla musica, anche nelle forme più
sottili.
Tutto
il corpo è coinvolto dal suono, dalla musica, e al suono risponde con
un altro suono,
come un vero e proprio strumento musicale. Il musicista e il
musicoterapeuta Steven
Halpern e Louis M. Savary concordano nell’affermare che “se da un lato
le nostre cellule,
i nostri sensi possono essere considerati dei trasformatori di
vibrazioni, dall’altro lato il
corpo stesso è uno strumento che emette vibrazioni e suoni propri.
Alcuni, come i ritmi
del respiro e del battito cardiaco, sono udibili, altri più sottili e
più profondi sembrano
sfuggirci. Probabilmente se disponessimo dell’apparato uditivo adatto
potremmo persino
‘sentire’ la nostra armonia personale”.
La
musica favorisce l’apertura di canali che consentono il flusso
di reazioni affettive, con
la possibilità di migliorare il controllo tonico-emozionale. La musica
risveglia i nostri centri
energetici, riorganizza i nostri desideri, modifica i nostri
atteggiamenti verso le difficoltà
della vita. Contemporaneamente all’azione rilassante o dinamizzante
sulla struttura corporea,
la musica interviene sulla sfera emozionale. Esiste uno scambio
continuo di effetti
tra l’elemento fisico e l’elemento emozionale.
La
musica suscita emozioni e sentimenti durante l’ascolto. Aiuta ad
ascoltare il suono che
è dentro di noi. Il ritmo, la melodia, l’armonia. Dobbiamo ritrovare il
ritmo della nostra
natura. Tutto è suono. Tutto ha un ritmo. La musica è un aspetto
dell’arte, ed è collegato
con il movimento che è ritmo, e muovendo il corpo, danziamo.
“Utilizzando
la finezza dell’udito e la capacità di attenzione – dice
la musicoterapeuta francese Jacqueline Verdeau-Paillès - mettiamo in
moto l’immaginazione creatrice. Riuscire, con la musica, a mettere in
moto l’immaginazione significa entrare nella dimensione del
cambiamento”. La musica possiede su di noi anche un profondo impatto
simbolico. Come dice lo psicanalista e musicista Denis Gaita: “il
simbolo musicale rappresenta una sagoma felice che può generare
pensieri, attraverso analogie inconsce, con le sagome di esperienze
affettive tracciate sul corpo prima del linguaggio”. La riscoperta di
una sintonia tra l’interiore e l’esteriore attraverso il simbolo
musicale accende reti di pensieri non sempre pensati e ci consente di
conoscere angoli di mondo interiore di cui non immaginavamo l’esistenza
e che sono la chiave ultima con cui ci apriamo all’armonia che cerchiamo
La
musica è danza e la danza è musica. A volte la musica associa i suoni
ai colori, al movimento. Non bisogna frammentare ma unificare tutti i
tipi di musica, dalla classica, alla leggera, al rock, al rap, dalle
filastrocche a John Lennon ma anche alla world-music. L’ascolto del
ritmo insegna ad ascoltare se stessi e gli altri e a comunicare con sé
e gli altri. L’obiettivo è ascoltare per trovare armonia ed equilibrio
con il proprio corpo e con gli altri. Il mistero della musica, il
gesto, l’espressione del volto, il dinamismo liberatorio dei passi,
sapranno riannodare i fili della narrazione dentro e intorno a noi,
creando un tessuto nuovo sorprendente.
In
tutte le culture dell'antichità musica e medicina erano praticamente
una cosa sola. "Il sacerdote medico" (lo sciamano) sapeva che il mondo
è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche
quella dell'uomo, è dominata dal ritmo e dall'armonia. Sapeva che la
musica ha un potere "incantatorio" sulla parte irrazionale, che procura
benessere e che nei casi di "malattia" può ricostituire l'armonia
perduta.
Margareth Niederkofler