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COUNSELING DI GRUPPO

Il gruppo e l’individuo sono come due punti diversi di un continuum. Ogni essere umano nasce e si sviluppa all’interno di un gruppo, in un insieme di relazioni che lo aiuteranno o gli creeranno ostacoli nel suo incontro con il mondo.

Nel counseling individuale il cliente narra delle sue modalità relazionali e il counselor vede, nel qui e ora dell’incontro, solo come si comporta con lui, vale a dire con una figura che il ruolo rende per definizione autorevole. Nel counseling di gruppo il counselor vede “in diretta” come il cliente si comporta non solo con l’autorità, che può rappresentare una figura genitoriale, ma anche come si relaziona a persone che considera alla pari, o anche per certi aspetti inferiori, come si comporta con individui dello stesso sesso o con persone di sesso opposto.

L’inclusione dell’individuo in un lavoro di gruppo dovrebbe tenere conto della comprensione dei benefici che il cliente potrebbe trarre dalla condivisione e dal confronto dei propri problemi e delle proprie difficoltà con altre persone, e dall’aumento di capacità comunicative e relazionali che possono derivarne oppure dalla comprensione e dalla accettazione dei propri limiti. Il costituirsi di una storia comune condivisa, insieme ad un positivo e continuato senso di appartenenza al gruppo, stimola il costituirsi della consapevolezza di sé come soggetti aventi valore e permette il riemergere di ricordi individuanti.

Il gruppo poi offre una nuova rete relazionale, a diversi livelli, che permette esperienze cognitive e affettive che possono avere la funzione riparativa del passato e prospettare soluzioni diverse rispetto ai “soliti” problemi. Il gruppo stesso assume ben presto nella mente dei partecipanti la forma di uno spazio nuovo, differente da ogni percorso affrontato precedentemente da ciascun individuo nella propria esistenza.

Uno spazio nuovo, che possiamo definire un “campo creativo”, nel quale è possibile per ognuno confrontare e fecondare alcuni presupposti insoddisfacenti della personalità e della propria vita in un clima di dialogo e di scambio, nel quale ciò che porta l’altro diventa facilmente proprio e viceversa. A causa della specifica natura, il gruppo offre ai partecipanti la possibilità di intravedere, nel tempo, nuove modalità di “lettura” della realtà e una rinnovata mobilità psicologica, proprio perché il gruppo si colloca sul confine tra le diverse appartenenze dell’individuo: famiglia d’origine, gruppi e culture di appartenenza, mondo sociale.

Inoltre la situazione gruppale pone l’accento su problemi relativi al dentro ed al fuori, ai propri e altrui limiti, intesi anche come confini personali e quindi alla prossimità e alla distanza; perciò il gruppo è funzionale all’apprendimento di quale sia la distanza relazionale adeguata a seconda delle situazioni.

Le ragioni pratiche del lavoro in gruppo consistono in una maggior utilità applicativa con una grossa economia in tempo e denaro.

Margareth Niederkofler

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Margareth Niederkofler
soffione
Verona · info@margani.it