logo
header


RADICAMENTO

Il radicamento è forse l’esigenza più importante e più misconosciuta dell’anima umana e lo sradicamento è una vera e propria malattia spirituale. Il radicamento serve a connettere la nostra essenza con la Terra. L’energia in eccesso fluisce lungo l’asse del nostro corpo e viene scaricata, ed è possibile assorbire energia direttamente dalla Terra per incanalarla e dirigerla.

Il radicamento può avere una funzione essenzialmente energetica, ma è soprattutto un potente simbolo di connessione con la Grande Madre, o una chiave per la porta dello stato mentale di profonda coscienza con tale connessione. Lowen, padre della’Analisi bioenergetica, gli conferisce una doppia valenza, sia psichica che somatica. Un buon radicamento, infatti, agevola nell’individuo il rilassamento delle tensioni del corpo e della mente, avvicinando il suo centro di gravità verso il basso, più vicino alla terra: il risultato immediato sarà un maggior senso di sicurezza fisica e psicologica.

Quando siamo troppo carichi energeticamente, eccitati o in ansia, fisicamente abbiamo la sensazione di perdere il controllo sia di noi stessi che della realtà esterna. Al contrario, quando siamo troppo scarichi energeticamente, ci sentiamo sia fisicamente che emotivamente incapaci di reagire. I piedi sono la parte del corpo che ci consente di prendere il contatto con il suolo.

I piedi sono la nostra base di appoggio nella realtà. I nostri piedi infatti sono le nostre radici solide che aderiscono al terreno e sostengono l’albero forte e flessibile che è il nostro corpo. C’è poi la postura che adotta il corpo per stare in piedi e muoversi nello spazio: l’allineamento, più o meno corretto dei nostri distretti corporei, ed il modo più o meno elastico, con i quali si snodano nel movimento e nello spazio. Secondo Lowen esiste una stretta correlazione tra l’atteggiamento posturale di una persona e le sue caratteristiche di personalità. Ogni struttura muscolare e ogni distretto corporeo sono deputati all’espressione di una o più emozioni. La struttura è dunque determinata da fattori fisici, psichici e di relazione.

Nei primi anni di vita del bambino, quando l’espressione di determinati comportamenti sono ripetutamente bloccati da chi si prende cura di lui, si crea una sorta di tensione cronica nel muscolo deputato all’espressione di quel determinato comportamento. Di tale tensione l’individuo non è consapevole, sente solamente a livello comportamentale di non essere portato o capace di attuare quel determinato comportamento. Guardando il corpo ed il modo di muoversi dell’altro possiamo intuire sempre qualcosa delle sue qualità e delle sue difficoltà.

Margareth Niederkofler

margareth
Margareth Niederkofler
radicamento
Verona · info@margani.it